martedì 27 dicembre 2011



Secondo alcuni autorevoli testi di aeronautica, 
il calabrone non può volare a causa della forma e del peso 
del proprio corpo in rapporto alla supeficie alare.
Ma il calabrone lo ignora e perciò continua a volare.

Igor Sikorskij



è esattamente questo.
teoria vince su realtà.
noi eravamo naturali.



lunedì 26 dicembre 2011

Devo rileggere Jane Austen.



Che cosa farebbe Jane Austen oggi? Di sicuro si comprerebbe un iPhone, da infilare magari in una it-bag (o anche no, Jane Austen amava i vestiti, ma non sarebbe mai andata in bancarotta per una borsa), manderebbe sms puntuti e spiritosi all'uomo che le piace, e, tra ragione e sentimento, sceglierebbe comunque il secondo. E poi aprirebbe Facebook per qualche gossip in diretta: perché, se non può vivere senza amore, non si può nemmeno senza pettegolezzi.
Poi ci sono le mostre: le incurably romantic vanno a Milano a vedere i broccati settecenteschi (e le teste mozzate) di Artemisia Gentileschi a Palazzo Reale, ma anche i video immaginifici di Pipilotti Rist alla Fondazione Trussardi (o, semmai, alla Hayward Gallery di Londra).
Jane Austen sarebbe d'accordo? Ma certo. È stata lei che ci ha insegnato a credere nel lieto fine, sempre e comunque. Nei buoni sentimenti. Nella capacità di indignarsi davanti alle ingiustizie. Nel potere della consolazione, che sia un libro o un paio di scarpe. Nell'humour che ti salva, sempre, anche in caso di cuore infranto. Perché sono così le incurably romantic: sperano sempre che dietro l'angolo ci sia un (nuovo) Darcy. Preferibilmente con l'iPhone. E, preferibilmente, che mandi criptici sms da salvare nel telefonino, e da rileggere a letto.


- Velvet, gennaio 2012

La notte porta consiglio o solo scompiglio?



Natale di virus. Stravolgere per stravolgersi. È la storia che si ripete. Ma oggi sono come un ragno, aggancio tutti, tramo tele invisibili da cui le persone non si riescono a staccare. E poi ci sono le sfide. In cui nulla di quello in cui sei capace ti riesce. E diventi una sfida.
Ho la sensazione di andare troppo veloce e che qualcosa mi sfugga. O proprio nell'attenzione del dettaglio in velocità nulla mi sfugge. Il problema sembra essere nel nulla mi sfugge. Nei capitoli del mio libro ora entrano in scena gli avvenimenti inaspettati non controllati che completano il quadro incasinandolo ancor di più. Non uno ma tutto insieme. Il tempo del puzzle è un capitolo lontano che non voglio leggere. Parlo a voi, è ora di entrare in scena. Costruisco aspettative e poi gioco contro me stessa. Distruggo e ripulisco. Per poi rimodellare daccapo quel marmo che viene da dentro. È un bel casino, signori. Passo uno passo due passo due passo uno uno due due due uno uno uno. Perdo le mie tracce per poi trovarmele di fronte.
Avevo bisogno di rivederla, e non riuscivo a spiegarmi quel bisogno e per questo era un bisogno così bello, perché non c’è niente di male a non capire se stessi.
E poi stasera voglia di quelle campane e di quell'amore in bianco di sorrisi e chicchi di riso. Di libri diversi letti spalla spalla e di dentifrici troppo dentifrici.
La notte porta consiglio o solo scompiglio?


domenica 25 dicembre 2011

I miei (annuali) migliori auguri.


Il venticinque dicembre è un giorno speciale. Non credo non vado a messa a mezzanotte non penso sia il compleanno di Gesù non credo alla festa comandata. Credo però nella tradizione. Di un giorno dedicato a chi sta nel tuo cuore. Te lo impongono un po' te lo insegnano anche ma il venticinque dicembre prendi una pausa e dedichi quelle poche ore a chi vuoi. Che siano i legami di sangue che sia il tuo barboncino o la vecchietta sotto casa con il figlio in Brasile che ti regala i cioccolatini ogni domenica. Il venticinque dicembre scegli la tua famiglia. Quella che hai nel cuore, a cui vuoi regalare il tuo pensiero al mattino, la tua pazienza e il tuo miglior sorriso. E magari ci scappa anche un regalo sotto quell'albero verde al primo piano a cui non hai avuto tempo di appendere le palline dorate. Organi e campane suonano a festa l'aria di sole ti accompagna al risveglio con l'odore di ragù il quotidiano non esce. Il mondo si ferma. Non tutti in verità ma è un giorno diverso forse non speciale ma diverso. Scegli la tua famiglia e dedicale le tue ore. Con tutta l'onestà di cui sei capace. Oggi è il giorno di pensare col cuore e di sentire con il sangue caldo. Il sangue caldo esce e provoca danni profondi ma oggi non lo controllerò scorrerà fino ad esaurire la sua energia vitale. Io ho scelto la mia famiglia. E voi? Portatevela lì dentro dove tutto si annoda e si snoda, tutto si cumula e tutto si scioglie.


sabato 24 dicembre 2011

La morte non si preoccupa del fatto che tu sia giovane e bella.




È tempo di regali azzeccati come baci sull'uscio di casa.
È tempo di dediche che suonano come promesse.
È tempo di fare i conti con le nostre disponibilità in fatto di tempo denari e parenti.
È tempo di Rudolf e le altre renne. È tempo di corna di renne o di corna e basta nei postumi natalizi? Le corna in senso biblico di spezzare quella linea di onestà. Che poi onestà e sincerità saranno la stessa cosa? Ma boh chissà. Decisamente no.
È tempo di maglioni a coste larghe e di quelli con le renne. Protagonismo animale.
Carichiamoci di tempo e sorrisi, in questi giorni vedrai tutti coloro che è necessario scritto trascritto annualmente rilevante incontrare. Sapete che vi dico? Io me ne vado a sciare. Tiè tiè. Carichiamoci di belle parole e maglie scintillanti come i capelli coperti di brillantina. Ah, la brillantina. Ci sono gli auguri banali quelli meno e quelli speciali. Quelli citati quelli comunicati attraverso la posta che viaggia da un'arteria all'atra.
È tempo di discorsi di cortesia di carreggiata e anche da autostrada. Quelli che ti rasano al suolo insomma. Poi finisce tutto in quel grande frullatore dove l'uvetta del panettone si mescola alla parola pesata nella penultima riga. Usare e distorcere parole a nostro uso e consumo. Come piselli inscatolati sulle mensole da supermercato. Perché diciamocelo, chi si mette a sbucciare cinquecento piselli per un contorno ad un carpaccio?
È di nuovo natale. Sei percettibile nel sangue caldo impercettibile nel pensiero.
La morte non si preoccupa del fatto che tu sia giovane e bella.
Allora
è difficile
bisogna
prendere tempo
arbitro
time out
minuto
grazie
è una questione di centimetri
sempre.
Ma come poi è bello farsi travolgere
centimetri che diventano chilometri
e centimetri che diventano sguardi che sfiorano l'anima.
E se non son gigli son pur sempre figli.
Prendiamo ciò che giunge. Chili compresi. Cattivi pensieri pure. Non possiamo essere tutti buoni il venticinque di dicembre. 


martedì 20 dicembre 2011


  
Tra le nostre lenzuola.
La persona che comunichi non è ciò che sei. Ma forse solo non lo sai.
Non è la vita che ti frega, sei tu. 
Brutta la sorte la tua che guardi la luna e lei non ti sorride ma ti ride.
Non è dignità è gioco. Gioco che non controlli. 
Il segreto sta nel giocare. Sempre. Senza limiti o con limiti che poi oltrepasserai.
Poi la notte farà il resto.
È quasi natale. E si sente. Nel tuo sangue e nella brina gelata che ricopre la macchina.

Buona alba a tutti.
Io aspetto il sole che illumina le montagne innevate. Guardarlo e perdermici.



  

domenica 18 dicembre 2011


    
 
UNA DELLE LEGGI FONDAMENTALI DELL'UNIVERSO 
È CHE SI POSSA ESSERE NUDI, 
MA NON PIÙ NUDI ?