venerdì 25 maggio 2012



BIONDEZZE, PRIMAVERE
E L'ARTE DEL CIVETTARE,
NON C'È GALLO CHE TENGA.


giovedì 24 maggio 2012

Non sempre c’è un happy ending

a.
in Gate34

http://gate34.it/non-sempre-ce-un-happy-ending/




Che le principesse, ahimé, fossero passate un po’ di moda lo avevano visto un po’ tutti. Diciamo, meglio, che per tenere il passo con i tempi devono svecchiarsi anche loro, ma non basta un tocco di cipria questa volta. Bisogna togliere le ragnatele al principe azzurro e rivedere quell’happy ending. Qualche sintomo si intravedeva già tra una principessa che in un cartone della Disney vuole aprire un ristorante o Biancaneve che capitana la banda di briganti nell’ultimo film di Tarsem Singh.
Qualcun altro ci ha messo ancor più impegno mettendo le sognanti principesse disneyane in una realtà quotidiana, in cui l’attualità si guarda con occhi drammatici prima, ironici poi.  Stiamo parlando di Dina Goldstein che inserisce le sue Fallen Princesses nella dura prova della vita quotidiana: c’è la Biancaneve casalinga e la Bella Addormentata all’ospizio. Insomma, come a dire che i sogni, quelli di tutti, prima o poi devono fare anche i conti con la realtà di ogni giorno, come Belle che non si arrende alla vecchiaia e strizza l’occhio alla chirurgia plastica, e Ariel che rimane pur sempre con la sua coda di pesce e finisce i suoi giorni nell’acquario ad intrattenere i nostri bambini.
Poi arriva Thomas Czarnecki con il suo ultimo progetto, From Enchantment to Down. Il giovane fotografo, attivo in singola e col suo collettivo Mustribe e per niente estraneo al mondo della moda, ci si butta di testa in questo mondo, ne coglie le immagini affascinanti e la realtà più cruda. Il suo è un lavoro su quel finale della storia tutto desideri e incanto, che da sogno diviene incubo. Le sue principesse soccombono all’eventualità che da un castello  tu ti possa ritrovare in una capanna. È il caso di Alice nel Paese delle Meraviglie che rimane intrappolata in uno scantinato abbandonato senza più speranza di redenzione.
La buona notizia è che questo modo di tradurre i sogni in realtà poi ci fa vedere il mondo in cui viviamo attraverso un sguardo che dal drammatico diventa ironico, seguendo oltremodo quella tendenza della fotografia di moda degli ultimi anni che sa attirare per entusiasmo, ironia e quel pizzico di giusta irriverenza. La fotografia diviene così il mezzo per divertire, creare e, perché no, farci aprire un po’ gli occhi su questa realtà che troppo spesso evitiamo di guardare, rinchiudendoci tra le mura del nostro castello. 









#buonanotte mondo, 
questa notte #solobeisogni




lunedì 21 maggio 2012

Vi presento Gate34.



VI PRESENTO GATE34.


Siamo colleghi. Anche un po' amici. Condividiamo ore, scrivanie e parole di ogni genere. 
 Scriviamo per gli altri e per noi. Qui dentro ci siamo noi. 
Perchè un'azienda è delle persone che ne fanno parte. 
Delle loro idee e delle loro passioni.


Siamo Nove34, ci trovate su fb 

(un like sulla pagina per l'amicizia dai dai)



E Io sono la vostra bionda. 

Che scrive per voi (da oggi) (anche) qui.
 




Si vestì furtivo e se ne andò,
facendo il suo ingresso in un nuovo giorno,
in uno dei suoi soliti nuovi giorni

(Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore)


un anno esatto fa.
madrid.
una vita alle/di spalle.

lunedì 14 maggio 2012

Non abbiamo più occhi per guardare il mare.

(Stina Persson)

Siam tutti fatti uguale. Siam tutti fatti male. Pochi si salvano, quelli buoni, esistono davvero, lo sapevate? Io mi metto nel sacco, dei fatti male. Siamo tutti qui a costruirci una corteccia dal mondo, il dolore ci costruisce, capaci solo di affrontare il mondo a facciate e schienate. Le carezze non sono di questo mondo, non vanno di moda. Lamentarsi, scappare da ogni situazione, impegnati a fare dell’altro, ad essere lontano da dove si è, a parlare per riempire i silenzi. Il suono delle nostre parole ci affascina e ci ubriaca, una dipendenza di complessità grammaticali, una battaglia al linguaggio più forbito combattuta a sangue freddo.

Quando la mattina vi guardate allo specchio, come decidete la faccia che metterete quel giorno?

Abbiamo tutti una storia più bella da raccontare, un luogo dove scappare, un nuovo amico da cercare. Non ci basta più un cazzo di quello che abbiamo. E ci perdiamo dietro i muri costruiti da noi stessi. Non abbiamo più orecchie per ascoltare, non siamo più disposti ad imparare quello che la vita ci può insegnare. Non abbiamo più occhi per guardare il mare. I carcerieri di noi stessi, scrissi più di un anno fa. Secondo post. Sono ancora qua. Questo mondo fatto di bronci e cazzate, mi fa schifo. Stasera non ho parole buone per nessuno, nemmeno per me. Quella bionda che sa trasformarsi e diventare il cuore genuino che alcuni conoscono, è lontana. Lontana da me stessa, mi fa schifo pure questo. Questo mondo ha bisogno di sogni. Sogni che nessuno è più in grado di sognare. Questo mondo ha bisogno di nuove anime. Di istinto ed energia. Perché i film, in fondo, sono belli solo al cinema.

Mi distraggo e mi sospendo
sposto l’attenzione
per non prendere posizione.
La soluzione.
E per paura di perdermi, non mi appassiono.