sabato 28 gennaio 2012

  

   


È I L P R E Z Z O D A P A G A R E P E R C H I V I V E C O M E N O I .





    
  

venerdì 27 gennaio 2012



La speranza non è certo quel che manca ai marinai.


 
  


  La prima volta che ti imbarchi è importante quanto
la prima ragazza con cui sei andato a letto.
Se non di più. La stessa paura. La stessa vertigine.
Tranne che di quell'amore, non appena lasciato il porto, 
sai che non te ne libererai mai più.



Jean-Claude Izzo, Marinai Perduti
  


 
 

martedì 24 gennaio 2012

La bellezza ci può trafiggere come un dolore.



È mattina. Specchio. Dio. Come ogni mattina. Serve la mia tazza di caffè col cordino che profuma ancora di maestrale anche solo per rispondere a tua madre che come ogni mattina ha voglia di far conversazione. Pane con l'uva. Nella testa rimbombano melodie di violini. Ma sono violini e fuori c'è il sole.

Hai presente quando ti stai guardando, sei di fronte a te stessa, ti fissi tra gli occhi e il pensiero. Ti sfidi con quell'arroganza e fierezza di cui solo tu sei capace. E vedi esattamente chi sarai fra un pugno di anni. iPad e penna, sempre uguale dai tempi del liceo.
Ed è esattamente li che decidi di cambiar rotta. È lì che fai un passo di lato. Sei fuori dalla mia portata perché sei esattamente alla mia portata, razza di ragazzina già cresciuta. Ma ora mi sposto ed esco dalla tua vista. Vita tu non mi freghi.

È un mondo veloce che non ha tempo per raggiungere i sogni, è un mondo in cui non credere, credere è difficile anche solo nelle persone. Come si fa a voler vivere se questo è un mondo dove si può solo sopravvivere?
È passion che brucia le anime, sono pensieri inespressi e sogni da rincorrere. È tutto qui.
È la prospettiva di come guardi la vita, che cambia la vita.

Siamo solo noi con le nostre passioni.
Siamo soli.
A sfidare la vita.
Questo è tutto, signori.

Podeis destrozar todo aquello que veis,
porque ella de un soplo lo vuelve a crear.
La bellezza ci può trafiggere come un dolore diceva Thomas Mann.
È esattamente qui che voglio arrivare.


  

venerdì 20 gennaio 2012



  
Che un anno in più si spense
E fu la notte che incontrò il giorno
Poi nel buio le tue mani
L'ira del pelide
Avevi tu il più bel sorriso al mattino
Cambierà nome pure l'universo,
diventerà diverso.
Parla senza aprir bocca ma viene da lì
all'incrocio dei ferretti del reggiseno
dove il respiro incontra il battito del cuore
si sta arrotolando su sé stesso:
Buon venti gennaio
Quest'anno arrivano così, orso.
  

  

mercoledì 18 gennaio 2012

attenti a quella linea.




È vuoto.
Non è vuoto tutt'intorno
nemmeno vuoto dentro.
E forse non è vuoto.

È una linea.
Che attraversa tutto
impercettibile alla vista
tagliente come ghiaccio su pelle.

Se ci fosse una guerra ora
che tutto distrugge
vorrei essere
qui
con.
Ma non corrisponde.

Acqua sotto i ponti e aria sotto il naso
un profumo che passa e non tornerà.

Non sto scappando
per ora
ed è un bene.

Evito legnate sui denti con l'abilità di un trapezista
mi destreggio tra aspettative che copro con un lenzuolo
ballo su mille biglie colorate.

Mi s-doppio e s-triplo
sorriso beffardo biglietto da visita
ti sfuggo vi mollo non mi scappa nulla
non giocare con il fuoco
bisogna pur combatterla in qualche modo questa vita

torpore pallido
e sole d'inverno fuori,
bomba ad orologeria dentro,
buongiorno mondo.