martedì 17 gennaio 2012


 
Buon inverno a tutti.
Fa finalmente freddo.
Io voglio andare a New York.


  

lunedì 16 gennaio 2012


che freschezza. che leggiadria. e non è nemmeno primavera.


  

sabato 14 gennaio 2012

Istante che diventa infinito.

 
Ci sono momenti che ti entrano nel cuore e basta. Non sono fatti per crearci attorno una storia, ma sono fatti per entrare li dentro e restarci. Storie a se stanti. Sono quei momenti in cui la vita vale la pena di essere vissuta. E basta. Nient'altro da aggiungere. Sono sabbia fine occhi che si illuminano risate sonore. Sono birrette in compagnia sono nuovi amici. Sono vecchi ricordi sono anni passati che di colpo ritornano sono fuochi in camini dimenticati e canzoni che risuonano nell'angolo della parete. Sono neve fresca. Visi che non dimenticherai. Storie nemmeno. L'istante che diventa infinito.

Perdersi.
E prendersi.
Come l'asino e il bue.

La mia valigia ha visto più case di te. Tutto vale la pena. E la candela. Imprese impossibili e sprechi di tempo. Discorsi che non hanno ne senso ne suono, ne capo ne coda, ne testa ne gambe. E righe e righe. Righe scritte, righe lette, righe fatte con le penne biro trovate, righe righelli e risini. Assenza presenza beata permanenza. Robe da matti robe da gatti robe da gotti. Siamo un cesto dove entra di tutto e tutto rimane, non è tempo di tagliare, oggi proprio no.

Gioco a dadi con il destino.
Fuggo rifuggo e centro il punto.

E allora caffè nero bollente. Perchè stasera non ci sono discorsi complessi da fare ma è solo tempo di quel tempo per aspettare l'alba. È davvero tempo di una nuova valigia, anche.




  

venerdì 6 gennaio 2012

è l'ora di quel the delle cinque

  






Amata
come tutte le donne che hai mai potuto e voluto amare
hai amato il mio cuore zingaro

sei ingombrante come la luce del sole
sei l'aspettativa come la notte che giunge
sei su e giù per lo stomaco

non potrò mai dirti
il segreto nutre
il segreto nutre la curiosità
la curiosità nutre il nostro cervello
il nostro cervello ordina il nostro cuore
il nostro cuore che resterà segreto
il cerchio è chiuso

è l'ora di quel the delle cinque che sempre torna

l'infinito è esattamente al di là di quella dannata siepe.


 

giovedì 5 gennaio 2012

è tutto sul tavolo.



C'è nebbia. Ovunque. O forse è solo l'umidità di una doccia calda.
Natale impegnativo quello duemilaundici. Rivoltarsi come un calzino.
Regali che arrivano in anticipo e regali che arrivano in ritardo, regali che non arrivano mai.
È tempo di conti, che poi l'ho già detto, ma si conta in questi giorni. Tutto: albe, calzini, candeline spente, caffè bevuti. Quanti giorni sono passati dall'ultimo primo gennaio? Trecento più sessanta più cinque. Ma a me sembrano di più.
È tempo di buoni propositi. Quei buoni propositi che ogni anno ricevono il mio disprezzo che non riesco a mantenere che mi dimentico di aver detto scritto pensato. Ci proviamo anche quest'anno?
Buon proposito uno, quello stupido pratico e fattibile: farsi twitter.
Buon proposito due, quello del bacio perugina che il trentun dicembre scarto (quasi) sempre: l'amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio.
Buon proposito tre, quello a lungo termine: ri- montarsi. Sono come un mobile dell'Ikea, che se lo smonti poi non riesci più a ri- assemblarlo. È tutto scomposto è tutto mescolato. Il mio metodo era scrivere numeri e lettere su ogni pezzo del mio armadio da portare da una stanza all'altra, da una casa all'altra, vediamo di fare lo stesso.
Ma tutto scivola come olio su vetro e ghiaccio che si scioglie al sole. Tutto scorre niente si ferma. Modifica e reinventa. Tutto è sole che mi nutre tutto è nebbia che mi copre la via. Tutto troverà la sua collocazione o verrà abbandonato. È tutto un bivio, chi si ferma chi prosegue chi gira a destra chi a sinistra. Non si torna indietro si può solo continuare a tirare quel maledetto dado. Cinque, due, uno, sei.
E poi ad un certo punto la mia vita divenne una questione di tempi. Tutti al momento sbagliato. La mia vita tornò ad un anno prima, cosi, improvvisamente, per poi essere sbalzata di nuovo un anno in avanti.
Un altro anno è iniziato. Con bollicine, troppe, e occhi frizzanti. Distribuisco baci. Ci sono assi di legno per lunghi tavoli, assi da stiro per le camicie che non stirerò e assi nella manica.

È tutto sul tavolo, è tutta da giocare questa vita.

Combattere battaglie che non posso vincere e prendersi impegni-non-impegnativi. È il tempo delle troppe parole non ricordate che si coprono con un sorriso.
Piccole dosi, il segreto dovrebbe essere qui. Tutto a piccole dosi, poco, per molto. Desiderare prendere e lasciare. Ma non ne sono capace. Sono cascata di acqua e farfalle, vortice di profumi e parole.

Del resto, è solo la curiosità che mi fa svegliare la mattina. (Federico Fellini)
Del resto, non è solo la curiosità. Non solo.

Buon due mila e dodici, signori.