domenica 12 giugno 2011
giovedì 2 giugno 2011
Hacia la eternidad.
Yayoi Kusama
11 mayo – 12 septiembre 2011
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia
Edificio Sabatini
Madrid
Exposición en colaboración con Tate Modern, Londres
Cuadros de lunares, calabazas de plástico de lunares, lunares proyectados sobre paredes, flores y frutas, sillas y mesas, habitaciones enteras, lunares encolados sobre perros y gatos, lunares pegados y pintados sobre la piel humana. Desde el 1957, cuando se traslada de Nueva York a Japón, Yayoi Kusama llena el mundo de puntos colorados, como si no pudiera hacer otro que esto.
Al entrar en las salas dedicadas a ella en el Museo Nacional Reina Sofia podríamos pensar, sin conocer a la artista, que se trate de una vacía jugada comercial de una estrella del arte contemporáneo, la cual repite hasta el infinito un esquema de éxito para complacer el mercado. Pero si se sabe sobre su vida uno entiende como para ella la vida y el arte son la misma cosa. Y por una vez no es una frase hecha: aquí el limite de arte y de la vida no existe.
Desde la adolescencia sufre esquizofrenia que le provoca alucinaciones periódicas y que la tiene prisionera en su propia casa por veinte años, hasta el descubrimiento de su arte. En su exilio forzado nunca ha parado de pintar y crear. Los lunares devienen una especie de terapia, una manera para desfogar sus obsesiones, para callar los demonios en su cabeza. En una repetición obsesiva de sus puntos colorados Kusama hace tangible su propia idea del mundo. Estos puntos se convierten en espejos que repiten las formas hacia el infinito, una estética multifacética, y formas celulares que nunca paran de existir, multiplicarse y salir de la superficie llana. Las dimensiones cambian de escala y provocan una desorientación perceptiva típica del arte contemporáneo. Kusama detesta el pasar del tiempo, no revela nunca su edad. Su dimensión temporal es la eternidad, el infinito, la mutación incesante de un solo instante. Todo parece provocar sorpresa y curiosidad que de repente se hacen angustia y consternación.
Todo esto propone la exposición sobre Yayoi Kusama en el Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, en un recorrido cronológico de su arte y de su vida, por diferentes salas.
Intentar ( aunque solo por un momento) comprender su arte, sus sentidos, su percepción de la vida. Os perderéis o escaparéis, el infinito da miedo. Kusama está buscando la manera de combatirlo. Aun nos queda algo por aprender.
Agnese Zampieri
O si paga con l'impararle, o con l'esperienza, o con delle occasioni, o col denaro.
Io spensi la luce e cercai di dormire. Non era più necessario leggere. Potevo chiudere gli occhi senza provare la sensazione rotatoria. Ma non potevo dormire, non c'è ragione perché le cose al buio debbano sembrare diverse da quando c'è luce, al diavolo, proprio non c'è ragione. Già una volta avevo pensato questo, e per sei mesi avevo dormito senza spegnere la luce. Brillante idea anche quella. Al diavolo le donne, ad ogni modo. Al diavolo tu, Brett Ashley.
Le donne in fatto di amicizia sono fantastiche. Che fantastiche amiche. In primo luogo, per aver una base di amicizia voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica. Mai pensato cosa pensasse lei. Io avevo una cosa senza dar nulla in cambio. Questo solo rimandava la presentazione del conto. Il conto arriva sempre. Questa è una delle fantastiche cose su cui potete sempre contare.
Pensavo che tutto io avevo pagato. Non come una donna paga e paga. No. Nessuna idea di risarcimento o punizione. Semplice scambio di valori. Voi date qualcosa e ricevete qualcos'altro. Oppure, lavorate, in cambio. Cosi si paga tutto quello che si ha di buono. Io così per passare bene il tempo avevo pagato con tante cose che mi piacevano. O si paga con l'impararle, o con l'esperienza, o con delle occasioni, o col denaro. Per godere la vita dovete imparare a conoscere il valore del vostro denaro. È facile conoscere il valore del denaro. Questo mondo è un buon posto per far compere. Pareva una bella filosofia. Cinque anni ancora, pensai, e sembrerebbe idiota anche questa come tutte le altre belle filosofia che io avevo avuto.
Magari non era vero, però. Magari andando avanti s'impara qualcosa. A me non importava di sapere cosa fosse tutta la faccenda. M'importava di sapere come vivere, nella faccenda. Forse però se scoprivate come viverci potevate anche capire che cosa l'intera faccenda fosse.
Ernest Hemingway, Fiesta (il sole sorgerà ancora)
martedì 31 maggio 2011
Mai dire borsa se non ce l'hai nel sacco
Dichiarata, longeva e usuaria fedele delle Freitag dichiaro apertamente il mio amore verso tutto ciò che è materialmente inusuale per cucire abiti e loro fratelli adottivi, siano borse, zoccoli o cerchietti.
Sacchetti eco-decomponibili, fibre di latte, paglia campesina, teloni-proprio-quelli-dei-camion. Non importa, basta che non sia semplice cotone. Tutto ciò che al tatto non è abitudine attira i miei polpastrelli, tocco, accartoccio, sfioro, stropiccio. Più è lontano da ciò che le mie mani sono abituate a toccare, più è lontano da ciò che la mia pelle è abituata ad indossare, più l'energia attrattiva cresce.
Non farò discorsi banali sulla borsa-la-migliore-amica-di-una-donna. Ma lo è. Parliamo di borse oggi. Parliamo di idee nuove frizzanti profumate giovani rare, parliamo di nuove visioni e idee stuzzicanti. Se è vero che sperimentare è il credo contemporaneo suvvia mescoliamo accartocciamo confrontiamo.
La prima idea viene dalla bag designer Ilvy Jacobs. Le Paper Bag.
A voi l'ammirazione, prego.
Seconda idea le Otaat Bags, prodotte in edizione limitata dall’omonimo marchio losangelino, in semplice tela sì un po' anonime direte voi, certo, ma se le vedi al primo sguardo borse non sembrano, o forse si, quella della spesa dal fruttivendolo però. E poi piega qui e piega là, tracolla dentro manica fuori, scopri che invece della frutta te la porti in giro il sabato sera. Pratiche comode non impegnative multi-tasking e multi-faccing.
venerdì 27 maggio 2011
Joe Fenton. noi umani non.
Joe Fenton è un disegnatore. più che un disegnatore. basta guardare l'ultima sua opera solitude 2010/2011 per capire che c'è qualcosa che noi umani. non. i suoi disegni non vanno guardati. ma respirati annusati pensati percepiti con quel senso che l'uomo non sa ancora di avere. sesto settimo ottavo. è qualcosa che va oltre l'arte. è qualcosa che va oltre la vita. la vita si fa disegno il disegno si fa vita motivo di vita vivente vissuto. c'è qualcosa che va oltre. oltre. prima e dopo. è un disegno che sconfina e scavalca. difficile definirlo anche solo disegno.
concedetevi un minuto, pensate questi disegni.
http://joefentonart.com/
http://www.behance.net/gallery/Solitude-20102011-A-work-in-progress/954142
Jarabe de Palo y Alejandro Sanz
La quiero a morir
http://www.youtube.com/watch?v=Ht_sdb16LLQ
conoce bien cada guerra.
La quiero a morir
http://www.youtube.com/watch?v=Ht_sdb16LLQ
conoce bien cada guerra.
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